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Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, sottoscritta intesa sulle politiche del lavoro

Confindustria, CGIL, CISL e UIL hanno sottoscritto ieri un accordo in cui si avanzano diverse istanze indirizzate al Governo su vari temi che riguardano le politiche del lavoro.

Obiettivo principale  dell'accordo è di agevolare, attraverso la proposta di un nuovo bilanciamento fra strumenti di politica attiva e passiva, la definizione "non conflittuale" dei processi di riorganizzazione aziendale: il documento propone un modello innovativo di gestione delle crisi che mette al centro la ricollocazione dei lavoratori, assegnando alle parti sociali un ruolo attivo attraverso la contrattazione.

In particolare in caso di esuberi in aziende soggette a CIGS, si propone, attraverso un accordo sindacale, la condivisione di un “piano operativo di ricollocazione” finalizzato a favorire la formazione e l'outplacement dei lavoratori attraverso i fondi interprofessionali già durante il periodo di cassa; il piano definisce inoltre i contenuti di un’offerta conciliativa ai lavoratori in esubero, fiscalmente agevolata e che mutua in sostanza i contenuti dell’articolo 6 del D.Lgs. n. 23/2015 per il contratto a tutele crescenti, con l'obiettivo di garantire certezza delle procedure di riduzione del personale.

Con riferimento al contributo dello 0,30% del monte salari - oggi dovuto per la mobilità, misura che scomparirà nel 2017 - si ipotizza di destinarlo ai fondi interprofessionali per finanziare misure di incentivazione all’esodo, integrative dell’assegno di ricollocazione o della Naspi, ovvero formative e di placement.

Infine, si propongono alcuni correttivi alla disciplina degli ammortizzatori sociali a favore delle imprese che operano in aree di crisi industriale.

I contenuti del documento saranno presentati dalle Parti sociali e discussi con il Governo. 

Vai al comunicato stampa congiunto.