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La somministrazione di lavoro è una fattispecie contrattuale introdotta in Italia nel 2003 (“Legge Biagi”), in sostituzione del lavoro interinale (“Legge Treu”, 1996). Si articola in un rapporto trilaterale che coinvolge il somministratore (Agenzia per il Lavoro che assume il lavoratore con un rapporto di lavoro subordinato sia a termine che a tempo indeterminato), l’utilizzatore (impresa presso cui il lavoratore presta la sua attività) e il Lavoratore.

Il Lavoratore assunto da una Agenzia per espressa previsione di legge (art. 35, comma 1, D. Lgs. n. 81/2015 e CCNL lavoratori in somministrazione) ha gli stessi diritti, le stesse tutele, lo stesso inquadramento e la stessa retribuzione del lavoratore alle dirette dipendenze dell’azienda in cui opera (principio di parità di trattamento).

La somministrazione si è rivelata uno strumento efficace di contrasto alle distorsioni presenti nel mercato del lavoro, (finte partite IVA, lavoro sottoprotetto) e si è affermata negli ultimi anni come elemento stabilizzante in un mercato del lavoro sempre più volatile e fortemente condizionato dalla variabilità dei cicli economici e dalla conseguente tensione tra creazione e distruzione di posti di lavoro.

Nell’ambito di queste dinamiche macroeconomiche, oramai strutturali, il ruolo delle Agenzie per il Lavoro è diventato determinante sia per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, sostenendo il livello di partecipazione al mercato del lavoro, che per ridurre le due dimensioni della disoccupazione: quella strutturale (con la creazione di nuovi posti di lavoro e nuove competenze) e quella frizionale (agevolando l’incontro di domanda e offerta di lavoro).

Le Agenzie contribuiscono inoltre a ridurre il gap temporale tra ripresa e creazione di posti di lavoro aiutando le imprese ad adeguarsi meglio e più rapidamente ai cicli economici.

 

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